Napoli in sette tradizioni: dal panaro al miracolo di San Gennaro
Piccoli gesti, credenze e feste che raccontano Napoli meglio di qualsiasi guida.

Napoli è una città di tradizioni vive, che si vedono per strada ogni giorno. Eccone sette, dalle più quotidiane alle più solenni.
Il caffè sospeso
Si paga un caffè in più per chi entrerà dopo e non potrà permetterselo. Un gesto piccolo, nato nei bar della città, che ha fatto il giro del mondo. Ne parliamo nell'articolo sul caffè sospeso.
Il panaro
Il panaro è il cesto che si cala dal balcone con una corda, per ricevere la spesa, il pane o un pacco senza scendere le scale. Nei vicoli si vede ancora oggi.
Il cornicello
Il corno rosso è il portafortuna napoletano per eccellenza. Secondo la tradizione deve essere regalato, non comprato per sé, per proteggere davvero dalla sfortuna.
La smorfia
La smorfia napoletana associa a ogni numero da 1 a 90 un significato: si usa per "tradurre" i sogni e gli avvenimenti in numeri da giocare al lotto e alla tombola.
Il presepe di San Gregorio Armeno
Nel centro antico, via San Gregorio Armeno è la strada degli artigiani del presepe. Tutto l'anno, e soprattutto a Natale, le botteghe espongono pastori, case e scene di vita napoletana fatte a mano.
Il miracolo di San Gennaro
Tre volte l'anno, a Napoli si attende lo scioglimento del sangue di San Gennaro, il patrono della città: il sabato prima della prima domenica di maggio, il 19 settembre, giorno della festa, e il 16 dicembre, in ricordo dell'eruzione del Vesuvio del 1631.
I dolci delle feste
Ogni festa ha il suo dolce: le zeppole il 19 marzo, la pastiera a Pasqua, gli struffoli e i roccocò a Natale. Il calendario napoletano si può seguire anche dalla vetrina di una pasticceria.